Uso e conservazione

Uso e conservazione dello zafferano

Usare e conservare lo zafferano non è esattamente paragonabile a come si usano e si conservano tutte le altre specie esistenti in natura. Un po’ per la qualità, un po’ per il pregio di questa spezia, lo zafferano esige regole ben precise per la tenuta e la conservazione che – se non seguite letteralmente – possono compromettere in maniera irreversibile la qualità del prodotto. Scopriamo quindi alcuni segreti sull’uso e la conservazione dello zafferano.

Come si usa

Visto che se rimane a lungo a contatto con il calore lo zafferano perde il suo aroma, gli esperti consi­gliano di unirlo alle preparazioni poco prima di toglierlo dal fuoco.
Per quanto riguarda la pasta, non va mai aggiunto all’acqua di cottura, in cui si disperderebbe, ma al condimento.

Lo zafferano in polvere. Va stemperato in poca acqua, latte o brodo caldi, oppure aggiunto  direttamente ai liquidi di cottura.
Lo zafferano in stimmi. I filamenti sono adagiati in una tazza e vi si versa acqua, latte o brodo caldi: si copre e si lascia riposa per almeno 30 minuti, il tempo necessario per farli rinvenire. Prima di scio­gliere gli stimmi, alcuni consigliano di polverizzarli: si racchiudono in un foglio di carta da forno e si schiacciano con un cucchiaio.
Le dosi

0,15 g di zafferano in polvere (1 bustina) o 0,30 g in stimmi sono sufficienti per 3/4 persone. Per un gusto più deciso si consiglia di raddoppiare la dose.

Come si conserva

Lo zafferano si conserva in recipienti a chiusura ermetica al riparo dalla luce e dall’umidità. E’ quindi necessario tenerlo in contenitori di metallo o di vetro ben chiusi per evitare che i suoi oli essenziali di volatilizzino. E’ consigliabile evitare di conservare lo zafferano all’interno di contenitori di plastica. Inoltre, se lo zafferano è di buona qualità in queste condizioni si mantiene anche 2/3 anni, altrimenti si deteriora facilmente.